ParkPlatz Studies_2014-on going

Il concept di questo progetto nasce dall’interesse che, casualmente, mi è balzato in mente vedendo come i parcheggi siano dei luoghi temporanei dove si trova “riparo”, ma anche dei non luoghi in quanto sono spazi vuoti, un qualcosa come un porto su terraferma.

L’idea è nata anche grazie alle piccole dimensioni del paese in cui abito, non credo che sarebbe potuto nascere in altri paesi di dimensioni maggiori in quanto troppo dispersivi, ma anche perché ci variabili che solamente nei paesini con grande affluenza turistica stagionale si hanno; in quanto durante la stagione estiva sono visti come l’isola del tesoro (i parcheggi) ma appena si avvicina la fine dell’estate si tramuta tutto in spazio vuoto/presente; è una situazione ciclica che si ripete ogni anno. In qualche modo sono foto anche intime perché riprendo luoghi del mio paese, riprendo luoghi cercando di guardare questi angoli che conosco con occhi nuovi; operazione complicata ma che può portare a riscoprire degli scorci a cui non ci facevo più caso, in piccole riscoperte piene di ricordi e immagini.

L’interesse parte dalla concezione generale che si ha di questi spazi cittadini, perché possono essere di mille forme e tipi, posso essere spazi d’aggregazione: d’inverno e un po’ meno d’estate (essendo il mare vicino), nei parcheggi più nascosti posso trovare un angolo intimo le coppiette. Se si guarda oltre la generalizzazione di questi spazi si può ritrovare un via vai di un’umanità un po’ balzachiana, un po’ una dinamica commedia umana a volte teatrale, dove si litiga o si ride, etc.. Nelle foto di questo progetto ci saranno spazi vuoti perché non vorrei influenzare il lettore sul “momento decisivo”, al contrario deve essere un flusso continuo del tempo, nella foto non ci sarà un momento preciso ma ci sarà una lettura del prima e del dopo, il lettore dovrà pensare che quel posto era occupato oppure che sarà da occupare, dovrà essere visto come un flusso di umanità che si può ritrovare nel passato come nel futuro.